DESCRIZIONE
Un libro che non si lascia afferrare facilmente è un’opera che sfugge alle definizioni tradizionali: non è solo poesia, né soltanto saggio o meditazione, ma un attraversamento dei confini della scrittura che richiede ascolto, attenzione e disponibilità al confronto. Filippo Gazzaneo, autore di opere poetiche e saggistiche, costruisce un testo che affida alla forma breve dell’aforisma la capacità di condensare riflessioni profonde su nascita, ominazione, morte, tempo, spazio, azione e contemplazione, religione e logos, in dialogo ideale con una lunga tradizione che va da Ippocrate a Seneca, da Marco Aurelio a Leonardo, da Voltaire a Schopenhauer, da Kafka a Canetti, fino a Borges, Bauman e Leopardi. Gli aforismi, composti tra il 2019 e il 2022, non sono frammenti isolati ma un percorso di pensiero che procede per illuminazioni improvvise, in equilibrio tra intuizione e ragionamento, parola e silenzio. Accanto a essi, un breve saggio sull’alterità come dualità riflette sulla relazione tra identità e altro-da-sé, senza spiegare gli aforismi ma rispecchiandone la tensione etica e conoscitiva. La dedica alle vittime della strage del 2 agosto 1980 introduce una dimensione civile che orienta la lettura e richiama la responsabilità della memoria. La scrittura, essenziale e tagliente, elimina il superfluo e lascia solo ciò che brucia: non offre soluzioni, non consola, ma chiede partecipazione e disponibilità al dubbio. Il 23 maggio, nel pomeriggio, presso la Biblioteca civica di Montegiordano, si è tenuto un incontro con il poeta-filosofo Filippo Gazzaneo, durante il quale i suoi aforismi sono stati esplorati attraverso un gioco filosofico che ha coinvolto i partecipanti in un dialogo vivo e creativo. È un libro che interroga, che apre, che invita a sostare nel pensiero.