Breve docu-video volto alla riscoperta di Bianca Garufi (poetessa, saggista, romanziera e psicanalista junghiana), a venti anni dalla sua morte, oltre la critica che vorrebbe ingabbiarla nella sola definizione di "musa" di Pavese.
Nata a Roma da una famiglia aristocratica siciliana, Garufi attraversa il cuore della cultura italiana del Novecento: lavora per Einaudi dal 1944 al 1958, stringe un intenso legame intellettuale ed esistenziale con Pavese, coltiva una passione profonda per il mito, la grecità e la cultura della Magna Grecia. Per Garufi il mito classico non è un riferimento letterario tra tanti, ma una chiave di comprensione del mondo e dell'esistenza. La Sicilia, terra di contaminazioni tra Oriente e Occidente, diventa il luogo simbolico da cui nasce il suo approccio al meridione e alla grecità come chiave di comprensione di un mondo "altro".
Attraverso lettere, testimonianze, letture e interventi degli studiosi di Sulle sponde della Magna Grecia (Pierfranco Bruni, Micol Bruni, Rosaria Scialpi e Marilena Cavallo), il docu-video farà riemergere il legame con Pavese non come un riconoscimento passivo, ma un dialogo tra pari; il mito e la grecità come strumenti per leggere il Novecento; la riscoperta del meridione.
Pierfranco Bruni, Micol Bruni, Marilena Cavallo, Rosaria Scialpi