DESCRIZIONE
Nei depositi della Biblioteca di Faenza si celava un vero e proprio tesoro. Durante gli interventi di descrizione bibliografica nel catalogo on line della Rete di Romagna è stato individuato un lacerto pergamenaceo con notazione musicale. Il bifolio era sopravvissuto come coperta di riuso per un’edizione veneziana del 1607 di Orationes scritte da Carlo Sigonio. Consapevoli dell’importanza del frammento e della necessità di una conservazione adeguata, in accordo con la Soprintendenza archivistica dell’Emilia Romagna, il documento è stato affidato alle restauratrici di Formula Servizi, sotto la guida di Maria Roberta Stanzani, che avevano già restaurato il manoscritto ciceroniano del 1434.
Mentre era in corso il delicatissimo restauro il professor Mauro Casadei Turroni Monti, musicologo, Università di Modena e Reggio Emilia, al quale sono state inviate le immagini del frammento, ha condotto uno studio paleografico sulla sua notazione neumatica che ha offerto alcuni spunti d’indagine. Il frammento, in ottimo stato conservativo, mostrava alcuni canti esemplari della Dominica in palmis. Tra essi spicca il Tractus “Deus Deus meus”, eloquente thesaurus d’informazioni neumatiche. La straordinaria calligrafia neumatica è pressoché analoga a quella del notissimo Antifonario N.N. di Fonte Avellana, redatto da copisti che ebbero come supervisore Guido d’Arezzo. Da qui l’ipotesi che il frammento faentino rientri tra le carte di quel corpus guidoniano avellanita d’inestimabile valore fino ad oggi considerato pressoché del tutto disperso.
Nel pomeriggio del 28 maggio sarà possibile non solo ammirare il frammento ma anche seguire le fasi del restauro, dalla documentazione fotografica iniziale del volume, alla pulitura a secco, fino alle fasi finali del distacco.
OSPITI DELLA MANIFESTAZIONE
Mauro Casadei Turroni Monti – musicologo, Università di Modena e Reggio Emilia, Silvia Bondi, Francesca Formilli e Maria Roberta Stanzani – restauratrici Formula Servizi, con la partecipazione di Margherita Pieri – soprano