L’Iliade è un’opera che offre l’opportunità di diversi piani di lettura e che dimostra ancora una longevità ed un valore straordinari.
Per questo motivo abbiamo proposto a un gruppo di allievi di cimentarsi nella reinterpretazione creativa del testo omerico.
L’Iliade ha assunto, dunque, la funzione di "attivatore" di idee e proposte originali che hanno trovato espressione in una rilettura ideale e immaginifica da parte degli alunni del tema dell’amore filiale, della devastazione di luoghi e anime operata dalla guerra, con l’inevitabile riferimento alle guerre in corso.
L’iniziativa è nata, infatti, al termine della lettura del libro “I bambini di Gaza. Sulle onde della libertà” e l’incontro con l’autrice Nicoletta Bortolotti (il 26 marzo 2026), nell’ambito di una rassegna promossa dal nostro Istituto dal titolo “Un viaggio attraverso i libri” e documentata nella piattaforma di Libriamoci 2026.
La testimonianza della Bortolotti e l’incontro intenso che ne è scaturito hanno ulteriormente sensibilizzato i ragazzi sui drammi contemporanei che hanno come vittime, molto spesso, dei ragazzi come loro. Li hanno colpiti particolarmente le immagini della devastazione di Gaza e la ricerca della normalità, nonostante tutto, nei giochi di strada, nella quotidianità scolastica, nello sport. Le emozioni provate di fronte alle notizie o alle immagini “forti” dei paesi in guerra, in particolare di quello segnato profondamente dalla divisione tra il popolo israeliano e quello palestinese si sono intrecciate alle suggestioni offerte dalla lettura dell’Iliade. Così abbiamo pensato di farla rivivere attraverso le parole di un bambino, Astianatte, a cui è negata la possibilità di crescere e diventare adulto nella propria terra, Troia, come accade oggi a Gaza. Nel nostro progetto L’Iliade è diventata la mappa attraverso la quale osservare il mondo che i ragazzi vivono quotidianamente, per coglierne potenzialità e risorse ma anche problemi e incognite.
La rilettura della complessità del mondo è stata trasposta nelle strofe di una canzone inedita, dal suggestivo titolo “L’eterno ritorno dell’Iliade”, ideato tenendo conto del genere musicale prescelto dai ragazzi e frutto di una contaminazione tra il rock e la musica gotica.
Ideato e scritto il testo e definito il genere melodico, si è lavorato alla creazione di un tema musicale originale che è stato realizzato dagli allievi con il supporto della piattaforma di intelligenza artificiale SUNO, adattando la melodia al testo precedentemente scritto e che ha costituito un vincolo ma, nel contempo, anche una guida nella scelta dell’idea melodica.
Completata la fase ideativa si è passati al lavoro sulla performance canora e interpretativa che ha comportato il casting per l’individuazione dei solisti, la realizzazione di semplici costumi, le prove dell’esecuzione canora del brano che sarà presentato in anteprima in occasione del saggio di fine anno, il 26 maggio al teatro Garden della nostra città, Rende (CS).
L’obiettivo, è il caso di ribadirlo, non è tanto ottenere una performance canora ineccepibile, quanto dimostrare che i riferimenti e i modelli di comportamento a cui i nostri giovani allievi devono ispirarsi possono essere culturali, emozionali e non solo "social" e possono essere fatti propri anche attraverso linguaggi alternativi e più vicini a loro, come la musica e la scrittura.
Da segnalare che il gruppo con il quale si è lavorato è formato da allievi appartenenti a classi diverse, in un’ottica di confronto tra pari ma anche tra ragazzi che non fossero condizionati da rapporti già consolidati e per i quali l’esperienza di lettura condivisa, riflessione, scrittura creativa, fosse un’opportunità di riflettere sulla varietà e la ricchezza delle esperienze emotive, sulla loro interdipendenza, sulla necessità di comprenderle per utilizzarle nella loro infinita gamma di potenzialità, sviluppando, inoltre, la capacità di cooperare con gli altri per il raggiungimento di un obiettivo comune.
Aver letto che i nostri ragazzi si sentono eredi del piccolo Astianatte ma che, diversamente dallo sfortunato figlio di Ettore, hanno la consapevolezza e la forza di voler lottare per fermare, insieme, i conflitti in corso, ci riempie di orgoglio e ridona nuovo vigore al testo classico che più di ogni altro interpreta la forza e la fragilità della condizione umana.